Tecnologie

Le tecnologie di Identificazione a Transponder in Radiofrequenza non sono così nuove come molti pensano, il concetto di "Transponder" è vecchio quanto le prime radio/riceventi che venivano utilizzate appunto sui velivoli della seconda guerra mondiale in modalità "transponder", cioè capaci di rispondere ad una interrogazione con un segnale radio convenzionalmente codificato.
Ad oggi, l'estrema miniaturizzazione dei circuiti consente di produrre transponder di pochi millimetri di diametro funzionanti a frequenze nella fascia "microonde"; velocità di comunicazione altissime e
 
 

sofisticati protocolli criptati e con funzionalità in anticollisione.
I moderni transponder si dividono essenzialmente in due categorie: Tag Passivi e Tag Attivi, Vediamo le differenze.

Transponder Attivi:
Come principio di funzionamento, i TAG "attivi" sono sostanzialmente identici ai Tag Passivi, vengono cioè "ATTIVATI" da una portante in radiofrequenza emessa dal sistema di lettura, posto in prossimità dell'area ove si richiede una identificazione; la differenza è soprattutto nella portata, cioè l'area e la distanza entro il quale il tag riesce ad attivarsi e comunicare. I Tag attivi sono in questo caso in grado di "attivarsi" e "rispondere" a distanze di molti metri.
Anche se chiamati genericamente "attivi" la maggioranza di questi Tag non emette alcuna radiofrequenza sino a quando vengono "accesi" dalla portante; unica eccezione sono i tag beeper, che vengono programmati in produzione per emettere in modo continuo un pacchetto dati (o codice) ad intervalli predefiniti.
Nella gamma dei Tag Attivi troviamo dispositivi con caratteristiche particolari che consentono di adattarsi al meglio alla soluzione di ogni specifica esigenza:
  • Identificazione Veicolare al Controllo Accessi
  • Parking
  • Identificazione Veicolare al Rifornimento Carburante
  • Identificazione Veicolare su postazione di Pesatura
 
Transponder Passivi:
I Tag passivi sono dei circuiti Transponder normalmente spenti che si attivano alla ricezione di una radiofrequenza emessa da una apposita antenna presente sulla unità base; per unità di base si intende un terminale fisso o portatile con funzioni di interrogazione e/o comunicazione.
La radiofrequenza emessa viene captata dal transponder attraverso la propria antenna, la cui debole energia è sufficiente a supportare una comunicazione, dalla trasmissione del solo codice sino alla lettura/scrittura di dati sulla memoria del transponder.
Le frequenze normalmente più utilizzate rientrano nella fascia dai 125KHz sino ai 13,56MHz.
Avendo a disposizione solo l'energia captata dall'antenna del lettore, la distanza di comunicazione và dai pochi centimetri fino a raggiungere (difficilmente)il metro.
Tutto ovviamente dipende dalle dimensioni delle rispettive antenne e dalle potenze impiegate che, ricordiamo, sono soggette al rispetto delle normative.
Le caratteristiche dei transponder sono molto varie, generalmente sono elencabili nelle seguenti categorie:
  • R/O (Solo Lettura) precodificati
  • R/W (Riscrivibili) con memoria da 256bit a 4Kbit
  • R/W Password, Cripto e Anticollisione
  • Multifunzione (SensorTag etc.)
   
 
La robustezza del dispositivo (senza contatto), il facile utilizzo, il basso costo e le ridotte dimensioni, fanno del transponder passivo il sistema di identificazione pił interessante e con un trend di utilizzo in crescita costante.
 
 

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